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Economist, buoni risultati del governo

Economist, buoni risultati del governo

È un’analisi agrodolce dell’economia e della politica italiana quella che appare oggi sulle pagine dell’Economist. Ma è già tanto che il settimanale della City non si esibisca nel solito attacco motivato da un radicato anti-berlusconismo pregiudiziale. Al contrario, l’Economist ammette che il governo Berlusconi ha conseguito buoni risultati e ha manifestato nelle ultime settimane ottime intenzioni per il futuro. Intenzioni da incoraggiare.

 

In sintesi. Anche se il ministro Tremonti è stato criticato per l’iniziativa dello “scudo fiscale” (che per inciso ha avuto un successo superiore alle aspettative, ed è stato contestato ma anche invidiato e imitato all’estero), ha “fatto anche cose positive, per le quali ha ricevuto diversi applausi”. In particolare, ha stoppato l’”orgia annuale di 4 mesi di mercanteggiamenti parlamentari” con tutte le forze politiche e i ministeri che davano l’assalto alla diligenza della legge finanziaria provocando la solita impennata del debito pubblico.

Berlusconi, d’accordo con Tremonti, ha abbandonato il vizio delle “spese elevate dei precedenti governi”.

 

Il risultato è che l’Italia ha i conti a posto, e nel momento in cui la Grecia è vicina al fallimento e Paesi come la Spagna, il Portogallo e l’Irlanda si trovano fortemente in difficoltà, il nostro resiste e promette bene per l’immediato avvenire.

E questo è un bene non solo per l’Italia, osserva l’Economist, ma anche per l’Europa (“che cosa succederebbe infatti all’euro se il debito pubblico italiano fosse fuori controllo come quello greco visto che in termini assoluti è cinque volte maggiore?”). Del resto, un Paese come la Germania è stato colpito con più forza dell’Italia.

 

La congiuntura critica dell’economia e la tradizionale scarsa competitività dell’Italia impongono però le riforme. “C’è bisogno di riforme strutturali per accrescere la bassa crescita di produttività – esattamente ciò che un governo di centro-destra come quello di Berlusconi dovrebbe favorire”. L’Economist riconosce, quasi scusandosene (“a dire la verità”) che il governo Berlusconi si è impegnato a ridurre i costi della burocrazia e ad aumentarne l’efficienza.

“Promettente sul fronte dei possibili risparmi” è anche l’introduzione di una forma di federalismo fiscale per cui Berlusconi spinge in accordo con la Lega.

 

Il settimanale economico di Londra ricorda che all’indomani della vittoria nelle regionali, Berlusconi ha dichiarato di voler procedere alle riforme nei prossimi tre anni di governo sino a fine legislatura. L’Economist lo incoraggia su questa strada, invitandolo a tagliare le tasse, liberalizzare l’economia e promuovere la concorrenza nel mondo delle professioni e nei servizi pubblici locali.

 

 

Giustizia/Leone: i giudici si depotenziano da soli

 

''Abbiamo una certa magistratura itinerante, particolarmente impegnata a difendere lo status quo di un sistema giudiziario lento, divenuto oggetto delle piu' assidue attenzioni della Corte di Strasburgo. Lo afferma Antonio Leone (Pdl), vicepresidente della Camera dei deputati.

''Uno dei piu' attivi 'missionari' della magistratura resistente - ha considerato Leone - e' il procuratore aggiunto antimafia di Palermo, Antonio Ingroia, quello che ha elevato a testimone affidabile il mafioso 52 volte assassino Spatuzza per tentare, inutilmente, di colpire con un teorema delirante Berlusconi e Dell'Utri. Ingroia, anziche' meditare sul discredito che alla magistratura recano alcuni suoi colleghi costretti a mettere in liberta' tre pericolosi mafiosi per aver omesso importanti motivi negli ordini di arresto, passa disinvoltamente da uno studio televisivo a un congresso della Cgil, dove distribuisce pillole di saggezza, importanti solo per lui. L'ultima e' che il governo vuole depotenziare la giustizia. Ingroia - conclude Leone - non sa che la giustizia italiana da tempo si depotenzia da sola, senza nessuno sforzo del governo''.


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Sondaggi, tante ragioni per gioire

Sondaggi, tante ragioni per gioire

Il primo sondaggio sulle intenzioni di voto per i partiti e sulla fiducia ai leader dopo le elezioni regionali è stato effettuato dall’Istituto Piepoli. Ovviamente il risultato del voto si riflette sul sondaggio secondo quel processo circolare che tiene legati il momento reale (il voto) e quello virtuale (il sondaggio).

La principale novità è il netto aumento di consensi per Silvio Berlusconi che ha guadagnato 4 punti, collocandosi ben al di sopra del 50%, nelle due settimane a cavallo del voto. Con ciò ha cumulato i consensi suscitati dal suo particolare impegno nella campagna, culminato con la manifestazione di Piazza San Giovanni, e quelli seguiti al risultato largamente favorevole al centrodestra. A ciò si aggiunge, secondo Piepoli, il gradimento nei confronti della dichiarazione del Premier a Parma, all’assemblea di Confindustria, centrata sull’impegno a liberare i cittadini e le imprese dall’oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria.

In altre parole, l’opinione pubblica apprezza sia l’impegno diretto di Berlusconi sia il nucleo riformista che egli propone quando le riforme sono percepite come in grado di incidere direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini e delle imprese.

A questo incremento di consensi per il Premier fa riscontro la riduzione di 5 punti dei consensi nei confronti del leader dell’opposizione, Pierluigi Bersani, sceso al 30%, per cui il vantaggio di Berlusconi su Bersani è di oltre 20 punti. A sua volta, questo significa che la gente crede più nelle possibilità di Berlusconi di fare le riforme che non in quelle dell’opposizione.

Come hanno confermato i risultati del voto regionale, ma in questo caso sostanzialmente in linea con la media dei sondaggi condotti tra febbraio e marzo sulle intenzioni di voto, i partiti della maggioranza consolidano le proprie posizioni. Il Popolo della libertà è al 36,5%, la Lega tra l’11 e il 12%, l’MpA allo 0,5% e La Destra all’1%: i partiti della maggioranza sono quindi al 50%.

Non riesce a decollare il Partito democratico, che sembra essersi fermato sulla strada della leggera ripresa segnalata negli scorsi mesi: le intenzioni di voto per il partito di Bersani sono infatti al 29,5%, dato che si somma allo stagnante 7,5% dell’IdV per cui l’opposizione è al 37%, ovvero distaccata di 13 punti dalla maggioranza. Stabile l’Udc al 6,5%.

 

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VOTA LORETA BAGGIO

 

 

Cara Elettrice,

Da donna a donna vengo subito al sodo: sono candidata alle elezioni regionali che ci vedranno al voto il 28 e 29 marzo. Su sedici candidati sono l’unica donna nelle liste presentate dai partiti di centrodestra, Popolo della Libertà e Lega Nord. E quindi, proprio perché sono l’unica donna, voglio rappresentare tante altre donne che vorrebbero portare le loro idee in una politica sempre più staccata dalla gente, dalla realtà.

Sono donna, sono moglie, sono mamma di tre figli, sono un’ imprenditrice, sono impegnatanell’associazionismo: so cosa significa fare sacrifici, star dietro a tutti, ascoltare, subire, mediare.

E poi correre sempre, dalla mattina alla sera: la casa, la scuola, il lavoro, la maternità, i genitori, il pranzo e la cena, il catechismo, lo sport dei figli, la lavatrice, stirare, sistemare, controllare i conti, il supermercato, i professori, le lezioni, i sentimenti, le crisi, le riunioni, le cerimonie, gli esami. Non è mai finita! Nessuno si rende conto del mondo di problemi che ruota intorno ad una donna. Noi donne invece lo sappiamo, sopportiamo e ci rimbocchiamo le maniche, sempre.

Io sono una donna come Te, molto impegnata, magari con più delusioni che soddisfazioni, ma con una volontà di ferro: andare avanti sempre, lottare, cercare di cambiare le cose che non vanno e dare più dignità alla donna in tutti i settori. Queste le motivazioni che mi hanno spinto a candidarmi alla competizione regionale, come dicevo unica donna, per questo ancora più determinata a chiedere il tuo sostegno.

Ho un programma semplice ma molto concreto, con alcuni punti irrinunciabili su famiglia, giovani, anziani, economia e lavoro. Vorrei una Regione che potesse gestire le proprie risorse, un Veneto per i veneti, innanzitutto, governato in modo efficiente e trasparente, nella legalità, che premi il merito, che possa dare una prospettiva di futuro a noi ed ai nostri figli, anche nella sicurezza.

Se pensi di condividere queste idee e questi valori cerca di sostenermi. E’ un voto che ti chiedo nell’interesse delle donne e del Veneto, ma per il bene comune. Per questo mi permetto di allegarti del materiale elettorale di presentazione, se vorrai servirtene, e sono a disposizione per conoscerti ed incontrarti (per questo ti lascio i seguenti recapiti telefonici 3939259990 - 3332323985 - 0422419765 - Email: loretabaggio@libero.it - sito: www.loretabaggio.com).

Ti ringrazio anticipatamente per quanto potrai fare e ti saluto cordialmente.

                                                                                                         Loreta Baggio

 

 

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EVENTO!!!

CARI AMICI,

HO IL PIACERE DI COMUNICARVI CHE LA SCORSA SETTIMANA MI E' STATA CONFERITA,PER BENEMERENZA,DA S.A.Em.ma il PRINCIPE E GRAN MAESTRO E DAL SOVRANO CONSIGLIO DELL'ORDINE MILITARE DI MALTA,

                                   LA CROCE DELL'ORDINE AL MERITO MELITENSE

 

E CHE SONO ENTRATA CON ONORE, COME CAVALIERE, A FAR PARTE DEL SOVRANO MILITARE ORDINE OSPEDALIERO DI SAN GIOVANNI DI GERUSALEMME DI RODI E DI MALTA.

 

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CONVEGNO ITALIA-TAIWAN

 

SIETE TUTTI INVITATI AL CONVEGNO ITALIA-TAIWAN ' OPPORTUNITA' DI INVESTIMENTO E INTERSCAMBIO COMMERCIALE' CHE SI SVOLGERA' DOMANI 24 NOVEMBRE ALLE ORE 17.30  PRESSO LA CAMERA DI COMMERCIO DI TREVISO (PIAZZA DELLA BORSA) - SALA CONFERENZE-.

VI ASPETTO!!!

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BERLUSCONI “Lettera del lunedì” di G. Selva

 

 

 

BERLUSCONI “Lettera del lunedì”

                            di Gustavo Selva

 

Caro Presidente, caro Silvio,

in questa rubrica del Roma, il più antico quotidiano d’ Italia parlo chiaro, almeno come  intendo io il concetto di chiarezza che è guidato dalla precisa volontà di dire ciò che penso e di pensare ciò che dico.

Tu in questi giorni hai detto che farai la riforma della Giustizia e quella della Costituzione. Per la riforma della giustizia io non ho alcun suggerimento da darti, perché non ho una preparazione e una  cultura giuridica specifica.  Posso solo  suggerirti di non trascurare ciò che la Lega di Bossi propone e cioè che  i magistrati  penali siano eletti dal popolo. Sarebbe  la maggiore riforma prodotto dall’ Italia in questo campo che ci  affiancherebbe agli Stati Uniti d’ America,la quale  ha affidato la scelta dei i magistrati  al popolo.

Per la riforma della Costituzione, invece,  voglio dirti parole ancora più chiare e impegnative. Tu che sei l’”uomo del fare”, non devi perdere  in solo minuto in più per dare inizio e concludere ciò che i cittadini attendono ormai dal 1994: la riforma e l’ ammodernamento della Costituzione. E’ vero un tentativo riuscito in Parlamento   la Casa della liberà, da te guidata, e insieme con la Lega di Bossi  lo aveva  fatto, durante la legislatura  2001-2006, con risultati non irrilevanti, per quanto riguarda il numero dei parlamentari, il  federalismo  ecc. Ma il referendum confermativo  l’ha cancellata sia pure con un margine  minimo di maggioranza.

Ora tu hai annunciato che renderai obbligatorio il  referendum confermativo delle leggi costituzionali. Ottima idea. E’ una riforma necessaria perché così  sarà stato il popolo direttamente a confermare o a bocciare gli articoli della Costituzione che sono stati cambiati. Io anzi propongo che per i futuri mutamenti della prossima Costituzione  le procedure per le riforme siano semplificati con l’ abolizione della doppia lettura e del doppio voto  di Camera e Senato, che così concepito oggi occupa almeno un anno  di attesa per il voto degli italiani.

Le riforme della Costituzione riguardano ciò di cui   si è discusso   a partire dalla prima  Repubblica e nelle Bicamerali, Bozzi, De Mita e soprattutto nelle Seconda Repubblica  nella Bicamerale  D’Alema . Quali sono li obbiettivi perseguiti e perseguibili ?  Il rafforzamento del potere esecutivo del Primo Ministro che come tale non sarà più un “Primus inter pares”, ma l’effettivo titolare del potere di  decisione . Le competenze legislative delle due Camere e i  modi  di eleggerle  saranno  profondamente mutati;  il numero dei loro componenti  drasticamente ridotto,  rendendo la Camera  composta di 300 membri, anziché  630 come è oggi e il Senato formato di 150  membri,  abolendo per l’ approvazione di una legge nazionale  il non mai definibile percorso temporale e dibattimentale, nelle due Camere, dotate oggi di identici poteri; ciò che non   esiste in nessun Parlamento del mondo.

Con queste riforme diminuiranno i costi della politica, perché ,oltre  al numero dei parlamentari con i loro stipendi, ci sarà una forte riduzione anche  del numero e quindi dei costi dei dipendenti pubblici.

Resta il problema  del ruolo del Presidente della Repubblica. Ti è nota la mia preferenza:  sono sempre  stato favorevole al cosiddetto “semipresidenzialismo alla francese”, che significa questo: quando la maggioranza che ha eletto il Presidente della Repubblica è più o meno la stessa  che  ha eletto l’ Assemblea Nazionale, unico potere legislativo pieno (il Senato è una camera più che altro di  consultazione e rispetto  costituzionale per i Dipartimenti ), il Capo dello Stato è l’ effettivo dominus del Governo.   Quando,invece, nell’Assemblea Nazionale siedono  deputati che provengono in maggioranza  dai  cittadini chi non hanno eletto il Presidente della Repubblica  si stabilisce quello che  viene definita “coabitazione” fra  Presidenza della Repubblica e Primo Ministro ; e ciò  può rendere più complesso  la discussione e l’ approvazione  del bilancio dello Stato e più lenta e difficile  l’attività  del Governo. In ogni modo l’eccellente preparazione dei comis de l’Etat assicura ai francesi  l’ottimo funzionamento della pubblica amministrazione.

Caro Presidente e caro Silvio, senza la necessità che tu te lo dica da solo, se farai queste riforme ed insieme  gestirai nelll’ UE, nel G20, all’Onu, in Medio Oriente,  in Afghanistan la lotta contro il terrorismo e  continuerai a fare  quello che hai già fatto per l‘Abruzzo, per Messina e per la  ripresa dell’ economia italiana e  mondale  - come continui a  fare con dedizione e passione -  i tuoi governi passeranno alla  Storia e   tu meriterai il giudizio  positivo ad  un  Capo politico  che avrà  guidato la Nazione  più a lungo di tutta la storia dei Governi  democratici  dell’Italia. Auguri di buon lavoro !

GUSTAVO SELVA

 

 

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BERLUSCONI “Lettera del lunedì”

BERLUSCONI “Lettera del lunedì”

                            di Gustavo Selva

 

Caro Presidente, caro Silvio,

in questa rubrica del Roma, il più antico quotidiano d’ Italia parlo chiaro, almeno come  intendo io il concetto di chiarezza che è guidato dalla precisa volontà di dire ciò che penso e di pensare ciò che dico.

Tu in questi giorni hai detto che farai la riforma della Giustizia e quella della Costituzione. Per la riforma della giustizia io non ho alcun suggerimento da darti, perché non ho una preparazione e una  cultura giuridica specifica.  Posso solo  suggerirti di non trascurare ciò che la Lega di Bossi propone e cioè che  i magistrati  penali siano eletti dal popolo. Sarebbe  la maggiore riforma prodotto dall’ Italia in questo campo che ci  affiancherebbe agli Stati Uniti d’ America,la quale  ha affidato la scelta dei i magistrati  al popolo.

Per la riforma della Costituzione, invece,  voglio dirti parole ancora più chiare e impegnative. Tu che sei l’”uomo del fare”, non devi perdere  un solo minuto in più per dare inizio e concludere ciò che i cittadini attendono ormai dal 1994: la riforma e l’ ammodernamento della Costituzione. E’ vero un tentativo riuscito in Parlamento   la Casa della liberà, da te guidata, e insieme con la Lega di Bossi  lo aveva  fatto, durante la legislatura  2001-2006, con risultati non irrilevanti, per quanto riguarda il numero dei parlamentari, il  federalismo  ecc. Ma il referendum confermativo  l’ha cancellata sia pure con un margine  minimo di maggioranza.

Ora tu hai annunciato che renderai obbligatorio il  referendum confermativo delle leggi costituzionali. Ottima idea. E’ una riforma necessaria perché così  sarà stato il popolo direttamente a confermare o a bocciare gli articoli della Costituzione che sono stati cambiati. Io anzi propongo che per i futuri mutamenti della prossima Costituzione  le procedure per le riforme siano semplificati con l’ abolizione della doppia lettura e del doppio voto  di Camera e Senato, che così concepito oggi occupa almeno un anno  di attesa per il voto degli italiani.

Le riforme della Costituzione riguardano ciò di cui   si è discusso   a partire dalla prima  Repubblica e nelle Bicamerali, Bozzi, De Mita e soprattutto nelle Seconda Repubblica  nella Bicamerale  D’Alema . Quali sono gli obbiettivi perseguiti e perseguibili ?  Il rafforzamento del potere esecutivo del Primo Ministro che come tale non sarà più un “Primus inter pares”, ma l’effettivo titolare del potere di  decisione . Le competenze legislative delle due Camere e i  modi  di eleggerle  saranno  profondamente mutati;  il numero dei loro componenti  drasticamente ridotto,  rendendo la Camera  composta di 300 membri, anziché  630 come è oggi e il Senato formato di 150  membri,  abolendo per l’ approvazione di una legge nazionale  il non mai definibile percorso temporale e dibattimentale, nelle due Camere, dotate oggi di identici poteri; ciò che non   esiste in nessun Parlamento del mondo.

Con queste riforme diminuiranno i costi della politica, perché ,oltre  al numero dei parlamentari con i loro stipendi, ci sarà una forte riduzione anche  del numero e quindi dei costi dei dipendenti pubblici.

Resta il problema  del ruolo del Presidente della Repubblica. Ti è nota la mia preferenza:  sono sempre  stato favorevole al cosiddetto “semipresidenzialismo alla francese”, che significa questo: quando la maggioranza che ha eletto il Presidente della Repubblica è più o meno la stessa  che  ha eletto l’ Assemblea Nazionale, unico potere legislativo pieno (il Senato è una camera più che altro di  consultazione e rispetto  costituzionale per i Dipartimenti ), il Capo dello Stato è l’ effettivo dominus del Governo.   Quando,invece, nell’Assemblea Nazionale siedono  deputati che provengono in maggioranza  dai  cittadini chi non hanno eletto il Presidente della Repubblica  si stabilisce quello che  viene definita “coabitazione” fra  Presidenza della Repubblica e Primo Ministro ; e ciò  può rendere più complesso  la discussione e l’ approvazione  del bilancio dello Stato e più lenta e difficile  l’attività  del Governo. In ogni modo l’eccellente preparazione dei comis de l’Etat assicura ai francesi  l’ottimo funzionamento della pubblica amministrazione.

Caro Presidente e caro Silvio, senza la necessità che tu te lo dica da solo, se farai queste riforme ed insieme  gestirai nell’ UE, nel G20, all’Onu, in Medio Oriente,  in Afghanistan la lotta contro il terrorismo e  continuerai a fare  quello che hai già fatto per l‘Abruzzo, per Messina e per la  ripresa dell’ economia italiana e  mondale  - come continui a  fare con dedizione e passione -  i tuoi governi passeranno alla  Storia e   tu meriterai il giudizio  positivo ad  un  Capo politico  che avrà  guidato la Nazione  più a lungo di tutta la storia dei Governi  democratici  dell’Italia. Auguri di buon lavoro !

 

GUSTAVO SELVA

 

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